OVER THE TIME

Simone Arganini – 18:47 del 31/07/2021

Scrivo in realtà con un giorno di ritardo. Ieri sera ho scritto “coming soon” alle 22.22.
La residenza è finita per cui come celebrazione finale scrivo degli sprazzi di immagini, come mi vengono.

3,2,1 GO!

Davide che smamma la gente, ma è molto buono. Il fumetto di Liv Stromquist che ho portato che Emma continuava a portarsi in camera. Le colazioni tutti insieme con i raggi di sole obliquo dalla finestra. Tupperware. Dentro al pianoforte verticale che ha molto meno spazio di quanto sperassi. Carmine ed io sempre in camera insieme. Angelo che si impegna per fare tutto bene. Spruzzi di fontana che sono la cosa più fresca della città. La canzone aliena cantata dentro al pianoforte. Stampante. L’osteopata, non gli ho più scritto come sta il ginocchio. Ghiaccio istantaneo per il ginocchio. Training di Jane Fonda doppiati in spagnolo. I giorni sì o i giorni no. Abbracci. Aria condizionata e altri modi di provare a vivere meglio. Le zanzare del parco. Carmine che attira le zanzare. Il tecnico che mi spiega come si dorme sulle poltrone del teatro. Patch. Altri dispositivi. Non ho mai voglia di scendere in camerino per cui le poltrone del teatro diventano il camerino. Maddalena, che è un dolcetto. Pizza, ch’è pasta sfoglia. Teodora cazzia Angelo e lui si scusa, poi respiriamo tutti insieme. I compiti che si arriva a sera e manca sempre qualcosa.

La PIEDIGROTTA. ACHILLE LAURO.

Davide, che mi chiedo come sia finito a fare le cose pazze che facciamo in questo spettacolo. Riprovare le scene cercando di essere fresco. Emma sembra preoccupata. Lo smalto blu elettrico di Emma sulle mie mani e quelle di Carmine. Carmine è davvero bravo a stare sdraiato per tutto lo spettacolo. Essere pagati per fare 1,2,3 stella, aka la sindrome dell’impostore di Teodora. Un po’ di acrobazie e ballare su Rihanna. Yoghino. La gente di Reggio. Non so cosa dire alla vice direttrice. Qualcuno che sviene e la gente che guarda. Abbandonarsi. Down. Up. Pisolino. Caffè. La lavapiatti non si capisce se funziona. Pappone. Bleah. Abbracci. Sussurrare nell’orecchio.

E Dro?

Teodora Grano – 16:36 del 01/08/2021

ultimo manifesto

5 reasons to get mad at:

-Not closing windows
-Not doing a proper Soji
-3,4,5 are unwritten

Fight rules

Vietato sudare vietato arrossire
Vietato resistere
Vietato ridere vietato pensarci
Vietato cambiare
E Quando è il momento andarsene

Figure A:

She is already preparing a new life as flower but past life memory keeps growing

And branching and rooting

(

Il pensiero continua ad allungarsi a mettere su altri rami

)”(

The nightmare of growing over and over

)

Figure B

She is ready to blossom and die but she is starving

)

If you eat me you eat you

))

Heat me hit me

)

Figure C:

Hic vivit

Simul adoratur

Effundam

Madentem sudore

veneratio

Figure D:

Enestelugardelocasojauraisaimequelonserecconaitmaispasencore

Poi siamo andati via

Abbiamo letto le cose al contrario
Le lettere erano uguali ma piene di attrito
Una retromarcia col freno a mano tirato
Poi le abbiamo fotografate e le abbiamo invertite
Le lettere sono cambiate si vedevano tutte le zampe le antenne i rametti correvano meglio
La A mi fa impazzire
A me invece la B o la D
Poi abbiamo spostato l’accento
Lo abbiamo messo sulla seconda e sull’ultima sillaba come facevano i greci
Poi abbiamo guardato le nostre facce nello specchietto retrovisore abbiamo messo il dito destro sulla guancia destra e abbiamo capito che quelli lì ci stavano mentendo
Ci prendono in giro ma per me va bene così, se quell altra dello specchio un giorno alzasse l’altro braccio morirei di paura
Poi ci siamo fotografati e abbiamo invertito la nostra faccia con la sua speculare
Per me era giusto così ma a un certo punto ho smesso di percepire la differenza e non sapevo più quale era la mia faccia e quale era la sua speculare

Ho sentito solo un brivido ho pensato che abbiamo anche un cervello speculare che sta lì rintanato
Ho ricordato Maria da piccola che scriveva al contrario
Simone dice: c’è un altro mondo uguale a questo dove tutto è speculare

Poi è finita che abbiamo urlato dentro il furgone parcheggiato col volume al massimo mentre fuori le persone passeggiavano. Comparivano e sparivano come se non esistessimo

Poi sono finita ubriaca, le strade deserte, la camminata, la camminata sbilenca, i piedi gonfi un bicchiere pieno di liquido verde, che orrore! Non ero ubriaca davvero, solo avevo meno volontà di comparire definita per questo è importante l’ebbrezza.

Dopo una giornata così in cui definire ogni scelta come sostanziale, io ho sempre voglia di disgregarmi. Dissolvenza finale, assorbimento degli acidi e assemblaggio chimico di tutti gli eventi.
Un colpo di straccio sulla fine

C’è un pezzo di un libro di Philip Dick, alla fine lo dedica a tutti i suoi amici tossici morti.

“some people who were punished entirely too much for what they did, and that drug misuse is not a disease, it is a decision, like the decision to move out in front of a moving car. They were punished because they didn’t want to stop playing.”

Angelo Pedroni – tra il 30/07 e il 06/08. Mai inviato sul gruppo

I deliri tecnologici del mio telefono hanno dilazionato in modo estremo questo testo. Dico i deliri tecnologici, ma vero è che sono rientrato dalla residenza in stato semiconfusionale. Avrei avuto bisogno di un rito che non fosse dormire. Quello ha confuso tutto male. Quindi: questo che sto scrivendo è il testo dell’1 Agosto, 2 giorni dal ritorno. A seguire invece il testo del 31 Luglio, che avevo realizzato circa 24h in ritardo rispetto l’ultima consegna. Insomma. Il tempo fuori dal teatro sembra una melassa strana di dormiveglia. Ieri il telefono è morto definitivamente verso le 21:00. E poi non ci ho pensato più, ho abbandonato le redini, forse ne avevo bisogno. Ma adesso è tutto strano e irrisolto. Non so bene cosa dire o cosa pensare. Probabilmente ho bisogno di un poco di tempo per recuperare i pensieri, decomprimere la pressione delle ultime due settimane. Forse che il telefono sia morto è una specie di benedizione. Sto cercando di tenere le fila degli eventi, ma sta risultando molto difficile. Non è passato molto tempo che alla domanda “qualche consiglio per i giovani autori” (che poi non è una domanda, ma una richiesta, ma vabbè…) la risposta si poteva sintetizzare in “Siate Impostori”. Io, che ormai ho fatto di questo principio una professione, la garantisco. Funziona. Vi allunga la vita e la rende interessante. Vi…

Qui si interrompevano bruscamente i pensieri del 31 per il 30. Ora è passata una settimana intera, come un buco nero. A breve saremo di nuovo nelle peripezie della residenza, questa volta alla Centrale Fies di Dro. Incrocio le dita. In qualche modo la residenza scorsa sembra aver funzionato, sia per la produzione di materiale sia per tenere vivi gli esseri umani e quelli vegetali. Qui in casa invece sembra che rischi di morire tutto e io questa cosa veramente non me la spiego. Quindi ben venga la residenza, ben venga il lavoro e vaffanculo la casa. Dovrei finire con una domanda. Ma l’anarchia in questo deposito ha preso il sopravvento e quindi finirò semplicemente con un desiderio. Che non ci sia troppo caldo, che ci sia tanto coraggio e che possa tornare a casa con un set di occhi parzialmente nuovo.