Angelo Pedroni

Postumi & Spoilers

09:47.
Inizio a scrivere.
Fino a poco fa ero a letto nel dormiveglia degli snooze.
Snoozing.
Ho 2 sveglie. Una suona “costellazione” dei suoni base della Apple. L’altra è una
registrazione di tutto l’audio della puntata 6 stagione 4 di Bojack Horseman. Inizia con un
lungo monologo.
“Piece of shit. Stupid piece of shit. You’re a real stupid piece of shit…”
E avanza da qui.
Per una lettura integrale della voce che mi parla la mattina, nel dormiveglia:
https://transcripts.thedealr.net/script.php/bojack-horseman-2014-EG28/s4/e6
Mi sono svegliato con l’ansietta. Che non ho scritto. Che non ho pensato a cosa scrivere.
E, con le parole della voce da angelo tabagista di Bojack e l’ansietta, non sono riuscito a pensare a granché altro che all’inizio di Adaptation. Con il senno di poi sembra abbastanza naturale.
Spoiler Alert [Adaptation è molto bello]
Il testo è questo

Do I have an original thought in my head, my bald head? Maybe if I were happier, my hair
wouldn’t be falling out. Life is short; I need to make the most of it. Today is the first day of the rest of
my life. I’m a walking cliché. I really need to go to the doctor and have my leg checked. There’s
something wrong. Oh well. The dentist called again, I’m way overdue. If I stopped putting things off,
I would be happier. All I do is sit on my fat ass, if my ass wasn’t fat, I would be happier. I wouldn’t
have to wear these shirts with the tails out all the time; like that’s fooling anyone. Fat ass. I should
start jogging again. Five miles a day; really do it this time. Maybe rock climbing; I need to turn my
life around. What do I need to do? I need to fall in love. I need to have a girlfriend. I need to read
more; improve myself. Maybe I should learn Russian or something. Or take up an instrument. I could
speak Chinese. I could be the screenwriter who speaks Chinese and plays the oboe. That would be
cool. I should get my hair cut short; stop trying to fool myself and everyone else into thinking I have
a full head of hair. How pathetic is that? Just be real. Confident. Isn’t that what women are
attracted to? Men don’t have to be attractive. But that’s not true, ”specially these days. There’s
almost as much pressure on men as there is on women these days. Why should I be made to feel
like I should apologize for my existence? Maybe it’s my brain chemistry. Maybe that’s what’s wrong
with me. Bad chemistry… all my problems and anxiety can be reduced to a chemical imbalance
or some kind of misfiring synapses. I need to get help from them; but I’ll still be ugly though. Nothing
is going to change that.

Va letto con la voce di Nicholas Cage che sussurra su uno schermo, inesorabilmente nero.
Le parole di/dei Kaufman. Le “immagini” di Jonze.
Adesso, nero su bianco, sembra fin troppo evidente che Manifesto Cannibale + La Mia Dolce Sveglia possa risultare in quest’equazione fin troppo ovvia.
Se non lo avete visto fatelo ora. O presto. Il re dei meta film autoreferenziali (che così suona veramente male). Malamente tradotto ne Il ladro di Orchidee. Il racconto della crisi (reale) creativa dello sceneggiatore alle prese con il saggio di Susan Orlean (appunto, il testo “The Orchid Thief”). Già solo il titolo di questa roba è un groviglio terribile.
Motivo in più per rendere imperdonabile la traduzione del titolo in italiano (anche se i campioni indiscussi rimangono La Donna Che Visse 2 Volte e il mitico Se Mi Lasci di Cancello, rispettivamente Vertigo e The Eternal Sunshine of a Spotless Mind (che poi l’ha sempre scritto Kaufmann e non si può non pensare ad una congiura a questo punto)).
Su Youtube si trova l’inizio. Va sentito in inglese. Perché comunque io sono un grande fan di tutti e 3, Cage, Kaufman, Jonze.
https://www.youtube.com/watch?v=DLLihqJ22Vo&ab_channel=IanTeraoka

Manifesto Cannibale è anche lui un certo groviglio. MegaSpoiler Alert [Una delle scene è il nome dello spettacolo intero (anche se il precedente già lo avevamo in How To Destroy Your Dance, il suo spettacolo gemello (non omozigote… tipo, per niente)), Francesca si muove sul crinale della terza parete e il pubblico e i performer si trovano a condividere uno spazio unico e a osservare quello che rimane, che non sarà uno spazio della mente nero come la pece, ma bianco, un fantasma di un pensiero, qualcosa che vorrebbe Essere se esistesse per poco più di un istante presente.]
La settimana scorsa accadeva la seconda di Manifesto Cannibale. Per il debutto ho sognato delle meduse. Delle cubomeduse, nel senso di meduse a forma di cubo.
Fluttuavano per andarsi a spiaccicare, informi e vagamente al rallentatore, contro una specie di campana di vetro, enorme, sopra le nostre teste. Domenica, invece, la settimana scorsa, ho sognato della roba con dei treni, ma le immagini sono maledettamente confuse. Spoiler Alert [La prassi era che mi svegliassi con l’inizio di Gute Nacht, come se fosse la mia sveglia, ma meglio.]. Non che dormissi profondamente, ma il
tempo aveva l’aspetto delle allucinazioni. Se volessi portarmi a casa qualcosa vorrei che fosse un certo cambio di prospettiva. Sempre fatto schifo a dormire. Invecchiando va meglio. Ma non abbastanza.
Durante la seconda replica mi sono seduto accanto a Maria. La conosco. È giovanissima, alta con i capelli blu. Sento passare una delle musiche che ha messo nella playlist del finale. Penso sia contenta. Spoiler Alert [Penso che io sarei contento di far aderire a quei corpi fermi qualcosa di mio, qualcosa di prezioso.] La musica ha questo potere? Secondo me si. Senza nessun discorso di qualità. Ce ne impossessiamo male. È vero che sembra un’opera creata per essere passata di mano. La posso fare aderire al mio mondo senza
nessun processo narrativo. Basta che parta nel momento giusto nel luogo giusto, in cuffia da qualche parte. Ed è mia. Bye Bye Thom Yorke e grazie del bel regalo. Me l’hai regalata, letteralmente. Adesso è mia. O meglio, in questo caso, è di Maria. Il pubblico e il privato (un’altra dicotomia fondamentale come pure, la scena e la platea, il regno vegetale e animale, la vita e la morte, ecc…) si mischiano un poco, il confine si allenta e magari un po’ di Manifesto sta lentamente facendo il suo corso silenzioso. Vedo la gente ferma (cit. nerd del Sesto Senso). Quanto ci vuole per passare la soglia, veramente? Sedersi con lo sguardo nella direzione opposta e vedere cosa vedi? All’inizio dello spettacolo c’è un momento speciale. È successo al debutto. È successo la settimana scorsa. Forse succederà ancora. MegaSpoiler Alert [Tutto inizia che mezzo dormo. Poi mi sveglio e scivolo in quinta. Tra dormiveglia e cuffie insonorizzanti faccio
quello che devo, ma non so cos’è. Poi passo del tempo in quinta. Io rientro nella terza scena che adesso si chiama Dear Franz enjoy rolling in your grave, ma ha cambiato nome molte volte. Mi preparo nel buio. Rientro nel buio interrotto da Filippo (il nostro occhio di Sauron sul fondale) che trema al suono della registrazione del nostro frigorifero di Casalecchio (un’altra storia di cui, sospetto, qualcuno parlerà o forse lo farà Francesca, durante una replica, con noi fermi, in qualche modo).
] Sono nel buio e in quel buio posso prendermi un secondo e vederli. Seduti, fermi e silenziosi. Il nostro giardino di occhi. Quando mi stendo so cosa stiamo facendo, finalmente. E tutto può iniziare. Quanto ci vuole a passare la soglia? A diventare l’Altro che osserva? Per l’esperienza della settimana scorsa direi un tempo tra i 3 e i 5 minuti. Questo mi serviva per essere dalla loro parte, sessile e trepidante. A chi tocca adesso? Francesca trema un sacco, ma non molla, lo so. Ah. Ciao Simo. Di nuovo tu? Benvenuto. Vai Teodoraaaaaaa! Nel dormiveglia di questa mattina ho fatto un collegamento super. Poi me lo sono dimenticato. Salto l’equazione e passo direttamente al risultato. Volevamo la cenere. O la polvere. O meglio, volevamo la polvere, ma anche qualcosa tipo cenere sarebbe andato bene. Poi abbiamo provato. ‘Nnsommaaa. Alberto si è messo a tritare la maizena. E poi l’abbiamo visto. È ok. È meno epico, sicuramente meno tamarro di come l’avevo immaginato. Ma è spettrale. E pure gluten free. Come se fosse polline, un atto sessuale talmente dissociativo che più non si può. Un tarassaco che passa dall’essere una piccola esplosione infantile a materia invisibile per il futuro. Da dentro io non la percepisco. Poi scendo dalla scena e lo vedo che ce l’ho addosso. Ma la sua azione silenziosa e inesorabile è ciò che rende gli spettri così lontani dai vivi. Sono contento che Alberto l’abbia portata a casa. Io non ci speravo troppo ed evidentemente le mie idee sulla carta non erano abbastanza buone. Ma è una squadra veramente sul pezzo. Adesso, in questi giorni di sospensione in cui il corpo si muove e fa le cose, mi capita spesso di pensare alla squadra. Immagino che siano qualcosa più che dei rimasugli di spettri di una scena. Anche se la settimana scorsa hanno vibrato bene e spero che accada di nuovo e presto.

Ho provato a raccontare lo spettacolo a qualche amico. Mi han detto che temono di doverlo vedere perché non è molto chiaro. Gente ferma su luce ferma. Uno sballo vi dico. Mi sa che dovete vederlo. Sono estremamente soddisfatto che faccia parte di quelle cose che se le racconti non valgono. Che non hanno nessun sapore o hanno il sapore di qualcosa di inutile. Estremamente soddisfatto. Sparire senza morire. Sembra una specie di superpotere. Se potesse avere una ricaduta politica credo che vorrei che Manifesto fosse un inno ai legami sottili, ai silenzi rumorosi, all’esasperazione dell’ego e allo stesso tempo alla sua dissoluzione, alla complessità.
Spoiler Alert [che poi è in realtà la scusa per un intervento grafico di uno spazio bianco che possa essere significativo. Un po’ per divertimento. Un po’ perché evidentemente questi spazi bianchi potenzialmente vuoti mi piacciono molto in questi giorni. Il Vascello era pieno la settimana scorsa. Era maledettamente pieno. Io me lo ricordo com’è quel teatro mezzo vuoto. Era la prima volta che rientravamo in scena a pieno regime. Poi, ok, son soddisfazioni, il Vascello non era mezzo vuoto perché c’era il Covid prima. Lo era perché quello era il pubblico che ci veniva a vedere e punto. Eravamo tanti la settimana scorsa. Stipati in uno spazio sacro. E non sembrava scontato, per tanti motivi. E non è stato scontato in effetti. È stato bello cazzo. Molto fucking bello.]
Volevo dire delle altre cose, ma forse lo farò, poi.